A zonzo nel Chianti a bere Bolgheri bianco

Pare pazzesco, un’eresia, eppure in un’altra delle mie avventure in giro per il Mondo a bere vino e mangiare cibo locale, mi trovai nel cuore della produzione forse più famosa d’Italia di vini rossi a bere…vini bianchi! E per la precisione: Bolgheri Bianco.

È stata un’esperienza per cui ho rischiato di essere bollata negativamente come figura professionale, da chi non ha un’apertura mentale, ma a me andava così! E non partii pensando che la cosa sarebbe poi finita in questo modo!
Con un vecchio camper anni 70 di quelli tutti sgangherati che fa parte del dna di mio marito, partimmo all’avventura sotto Pasqua, senza prenotare nulla, solo con l’idea generica delle tappe in funzione delle visite alle cantine prescelte: Toscana, Chianti, Classico possibilmente! Quello del Gallo Nero per intenderci.
Dopo una notte a dormire in autogrill (perché a 80km/h in autostrada non si arriva in un lampo alle destinazioni) e la prima tappa in un meraviglioso castello, ci dirigemmo in Greve in Chianti. Lì mi avevano raccontato di un’enoteca sotterranea dov’è c’era addirittura un caveau protetto da grate di ferro. Come non farci un salto.
Ovviamente arrivammo ad ora di pranzo con mercato in piazza, ma del cibo ci interessava ben poco. Non vedevamo l’ora di entrare a scoprire questo posto!
I racconti non furono per nulla traditi: ambiente molto grande, diviso in zona assaggi, bancone, il famoso caveau e la zona acquisti. E come funzionava il tutto? Una tessera prepagata, un libretto con i vini in mescita e mille mila spillatori con numerino riferito al vino e bottiglie pronte per essere svuotate. 1 assaggio x€, 1 calice y€. Praticamente: il paradiso per una come me!
Solo che non essendo ferratissima nella zona, iniziai ad andare sui nomi più conosciuti…e con 3 assaggi finii la prima ricarica! Però, posso dire di averli bevuti almeno una volta nella vita! Ricaricammo e continuammo un po’ ricercando i nomi che mi ero segnata da una guida, un po’, sinceramente, a casaccio! Perché dopo il 7° assaggio…eravamo anche un pelino assuefatti!
Così, gira che ti rigira, capitammo davanti al dispenser dei bianchi. E ci rimasi davanti a riflettere. Il mio cervello, euforicamente in confusione, mi diceva: “dai, sarai mica così grulla da berti un bianco nell’enoteca più conosciuta, praticamente, del Chianti! Suvvia, fai la persona seria e coerente, sei anche sommelier, vorrai mica fare cavolate! Poi hai la bocca impastata di tannini, le labbra saranno viola…mollala lì! Hai un’ultima cartuccia, sparala bene”.
Come, però, spesso e volentieri mi accade, zittii il mio cervello e mandai avanti il cuore. Col senno di poi: per fortuna!
Un sorso d’acqua a mo’ di gargarismo dal dentista, tessera alla mano, bicchiere fatto cambiare, scelgo per tipologia vino, perché proprio non conoscevo nulla. Gira che ti rigira, vedo scritto sulla guida un nome confortante: vermentino, Bolgheri bianco DOC. “Bolgheri? Intanto siamo a Livorno, e fin qui conosco. C’è mare, il che coi vini bianchi è solitamente un bene, ma che ci fa qui?… Se i rossi vengon così bene in questa zona di Super Tuscan, da fidarsi a bere un bianco?” è veramente difficile zittire il mio cervello!

Ve lo devo raccontare? Vi dico solo che fu il vino che più mi piacque dell’intera vacanza! Fu una rivelazione infinita: elegante, strutturato, proprio nulla da
invidiare al fratello rosso, veramente! Colore giallo carico, intenso sia al naso che al palato, mineralità sottile, dove si sentiva il mare, in cui il frutto era ben amalgamato alla struttura del vino, che aveva fatto sicuramente legno. Restò a lungo nel mio palato, affamato! Che iniziò a pensare a delle alici fritte, quelle delTirreno però, a una spaghettata con frutti di mare, ad un rombo con le patate e buon olio sopra…
Neanche a dirlo, usciti di lì ci ritrovammo nella patria della ciccia e dei miei sogni culinari, risvegliati da quell’incredibile Bolgheri bianco, manco l’ombra. Cercai ovviamente di trovare bicchieri simili tra le carte dei locali lì accanto, ma ne rimasi spiazzata. Di certo non tornai indietro al rosso, così con quel sapore in mente, mi buttai su un hamburger bianco, delicato, con pancetta però, e uova, perché in vacanza non si bada alla linea! In vista di provare nelle prossime tappe altri vini bianchi di Bolgheri! Perché la scoperta la volevo sfruttare a più non posso! E mi ritrovai a cercare vino bianco nella patria del rosso.
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