Prepara la cantina per l’inverno: 5 bottiglie da tenere a portata di mano

La stagione più fredda dell’anno è arrivata: l’inverno!
E voi siete pronti con la cantina ad accoglierlo al meglio?

Perché l’inverno sarà anche la stagione più buia dell’anno, quella che ti porta meno ad uscire, ma è anche quella in cui ci sono concentrate tantissime festività!
Il Natale appena trascorso, Capodanno, l’Epifania…Carnevale!
Per non parlare delle innumerevoli cene che si fanno tra le mura di casa, per pigrizia e comodità, portate proprio da questa stagione.
La noia non è mai stata più bella di quando abbinata al vino giusto!
Ma a cantina come siete messi?
Vediamo di capirlo insieme qui in Vinovia e di regalarci un inverno 2025/2026 speciale!
Feste = bollicine.
Non c’è dubbio! Che sia il canonico periodo natalizio appena trascorso, un party in casa, il compleanno di qualcuno, la bollicina richiama allegria e gioia.
Quali, starete chiedendo voi?
Quando c’è qualcosa di solenne da festeggiare niente è più indicato di uno Champagne.
Ovvio, direte voi, ma negli ultimi anni in Italia se ne è consumato sempre meno. Non capisco decisamente il perché, visto che è, e resterà sempre, una categoria di vino dall’immensa classe.
Le colline di Reims ed Epernay sono un luogo speciale, magico, dove le uve utilizzate per questo vino crescono. Sono per la maggior parte dolci, con vigneti non troppo alti, e conferiscono ai loro frutti una struttura, sapidità ed acidità uniche al mondo. Château sparsi per stradine spesso bianche, le maison concentrate nella periferia dei centri urbani principali, con alle loro fondamenta km e km di tunnel sotterranei da visitare, spesso, in trenino.
Il fatto è che quando si parla di Champagne un’associazione è matematica: si pensa a quanto si deve pagare per berlo.
Sappiate che su Stappando abbiamo una selezione che può accontentare tutte le tasche, se cercate le promo, spesso potrete portare a casa delle bottiglie veramente interessanti.
Una cosa è sicura: quando verserete lo Champagne nel vostro calice, vi sentirete come con pochi altri vini di fronte a voi, perché questo è l’effetto che fa, senza berlo! Immaginatevi poi quando ne scoprirete cremosità, intensità e presenza al palato.
Volete non averne due bottiglie in cantina per viziarvi in quest’inverno appena iniziato?
Altre bollicine più italiane da avere in cantina sono le sorelle dello Champagne, ossia il metodo classico.
Stesso modo di produrlo, spesso anche stesso uvaggio, ma non per forza.
Siete curiosi di scoprire cosa vi riserva Stappando in questo senso?
Provate a digitare nella barra della ricerca “metodo classico”, vi appariranno tutti i vini che abbiamo da proporvi che sono stati prodotti con questo procedimento: rifermentazione (o presa di spuma) in bottiglia. Come lo Champagne, i metodi classici italiani hanno una certa presenza al palato, sono più corposi dei metodi Charmat, hanno anche dei nasi più intriganti, a seconda dei mesi trascorsi in affinamento sui lieviti della rifermentazione, rispetto a bollicine più umili.

I più noti sono i Franciacorta ed i Trento Doc, ma, credetemi, quando trovate una cantina che lo produce, provatelo sempre, perché ogni territorio ed ogni mano possono regalare dei risultati sorprendenti! Uvaggi che non si sarebbe mai pensato di trovare con bollicine al loro interno e lavorazioni manuali che manco gli amanuensi.
Personalmente sono quelle bottiglie che non mi faccio mai mancare nella mia cantina, 12 mesi l’anno; non sono tante, diverse tra loro, ma almeno 2/3 per volta le tengo ferme!
Anche perché con gli anni possono diventare veramente interessanti!
Dalla bolla, passerei poi al bianco, ma non semplice, un bianco fermo più strutturato con un certo affinamento in legno.
Non è facile come categoria da trovare in stiva nelle cantine di casa, molto più comune trovarlo ai ristoranti. Questo perché i nostri palati sono il più delle volte abituati a vini freschi, sapidi, aromatici e profumati, d’annata.
I vini bianchi strutturati, con una certa età sono qualcosa che si ritrova nelle cantine dei palati più raffinati ed esperti. Perché, vi chiederete?
Perché richiedono anche un abbinamento più accurato ed una conservazione della bottiglia anche più attenta. I vini bianchi hanno una durata media inferiore rispetto ai vini rossi, quindi sono una categoria molto particolare.
Volete dare una svolta alla vostra carta vini? Questo è il momento più adatto!
In inverno ci sono pietanze decisamente più strutturate da proporre ai vostri commensali e perfettamente adatte a questa categoria di vini.
Un formaggio erborinato o stagionato non fa timore come nella stagione calda, al cui solo pensiero si iniziano ad avere le goccioline che cadono dalla fronte. È il momento giusto, anche perché il vino bianco affinato in legno non va servito ghiacciato, anzi, la temperatura cantina (8-10°) potrebbe essere anche troppo bassa a volte! Cosa aspettate?
La barra della ricerca di Stappando può venirvi incontro facendo una scrematura dei vini bianchi affinati in legno che sono disponibili per arricchire e preparare al meglio la vostra cantina per la stagione!
Proprio perché i vini bianchi solitamente sono serviti a temperature molto basse, questo è il periodo migliore per fare l’aperitivo con un rosso, per esempio!
Gli amanti di questa tipologia non vedono l’ora di non dover dire: “io no bianco, preferisco rosso!”.
È così comune uscire nei bar e vedere alle 18 di sera calici di color vinaccia tra novembre e marzo, che nessuno si stupirebbe se in casa voi proponeste un rosso leggero per iniziare la serata.
In accompagnamento a taglieri di affettati e formaggi, a musetti, cotechini e paté vari, tipici della stagione. Se un po’ siete avvezzi al mondo del vino, saprete che i rossi leggeri solitamente hanno una capacità colorante non troppo elevata, sono, per intenderci, molto trasparenti.

Al contrario dei rossi importanti, che sono per lo più impenetrabili allo sguardo. Questa potrebbe essere già una prima caratteristica per capire dove orientarsi.
Per chi invece non ha molta conoscenza, ma ci tiene ad avere una cantina organizzata al meglio, il primo rosso da aperitivo della lista che mi viene in mente è il Pinot nero, ma potrebbe essere un Lambrusco, a cui spesso si aggiunge la bolla, perfetta in aperitivo, oppure una Schiava od un Bardolino.
In ogni caso, il vino rosso da aperitivo non deve avere troppi anni alle spalle, l’annata deve essere recente, non deve avere grandi affinamenti in legno, poiché qualsiasi vino invecchiato in questo modo, anche dall’intensità trasparente, sarebbe un vino importante, da consumarsi preferibilmente in accompagnamento a pietanze.
Ed infatti eccoci giunti agli ultimi vini che vi consigliamo vivamente di mettere in cantina per quest’inverno! A meno che non siate dei masochisti-amanti del barbecue anche con 40 gradi all’ombra ed il vino bianco solo nel caso in cui ve lo ordinasse il dottore, questo è il momento ideale per calici dal peso importante!
Annate un po’ datate, con grandi affinamenti in legno, vini dalla colorazione rosso-granata, che devono magari roteare un po’ per sprigionare tutto il loro bouquet al naso. Vini che si accompagnano divinamente a brasati, polente e purè, ad arrosti farciti e carichi di intingoli, ma anche vini che, finita la cena, non hai voglia di un amaro, di un digestivo o di un distillato. Hai bisogno di un vino da meditazione…che parolona! Ebbene, la meditazione del vino è lasciarlo tranquillo nel calice a ciondolarsi per scaldarsi un po’ e rilassarsi a tal punto da far scoprire degli aspetti olfattivi non comuni!
E chi lo beve, si ricava lo stesso tempo che si dedica al vino! Quale stagione migliore dell’inverno per avere in cantina un vino simile?
Io, al solo pensiero, mi vedo con una copertina sulle ginocchia, buio alla finestra, luce soffusa, calice cupo tra le dita e tanta tranquillità.