Primavera delle mie brame, quale vino mettiamo vicino al tegame?

Biancaneve impazza in sala e sui social, noi invece impazziamo con la Primavera. Tra canzoni a lei dedicate e poesie che la elogiano, suscita opinioni contrastanti tra tutti noi…e probabilmente un motivo c’è! Chi si risveglia, sente gli ormoni ribollire e si incanta ad ogni albero fiorito o bulbo nascente, chi ne risente profondamente trovando difficoltà a fare passi o crollando di sonno davanti allo schermo.

Personalmente vivo un mix, guardando le magnolie in fiore e non sapendo quale colore mi ispiri di più, ma facendomi diliquirizia tutto il pomeriggio, per reggere un ritmo che sembra non più appartenermi.
Una cosa certa, però, c’è della primavera: si inizia a mangiare all’aperto, dai de hors dei locali ai pic-nic fugaci o ben organizzati, alle grigliate di brace o fiamma. Tutti a caccia di un raggio di sole che scalda e ancora non ferisce. Inizia anche una delle stagioni più interessanti per le cucina: primizie e griglia sono le favorite, ma anche pranzi in cui le pietanze non sono per forza calde, più fugaci, ma sempre molto saporiti.
Diciamocelo: la primavera è veramente invitante con i suoi sapori freschi e stimolanti, i suoi colori pastello vivaci..
E che vino abbinarci a questa stagione? Partiamo dalle situazioni.

Per me la Pasquetta è quella su cui gravita la primavera: classica grigliata a casa di amici, faccio solitamente io la spesa di vino da dividere e si battibecca sempre sul quantitativo di bottiglie da prendere…purtroppo mai abbastanza di alcune, una tra tutte: Refosco dal peduncolo rosso. Questo vino rosso, la cui colorazione è intrigante ed i suoi aromi fruttati, ma anche speziati, ha un tannino presente, però quasi scivoloso. Lo sposo sempre molto bene ad una picaña di manzo o ad un galletto leggermente piccante, cottura rigorosamente alla griglia, meglio se con brace!
La mente poi vola ad una mini vacanza in Sardegna, prima dell’apertura della stagione, ed alla cena fatta con amici del luogo che ci hanno portato in unristorante specializzato nel cucinare il famoso porceddu…la bontà di quel maialino, da prendersi senza remore a self service, e di quei calici profumati e vivaci in bocca. Cannonau, vino rosso molto fresco, anche se di struttura, ma anche qui dal tannino gentile. Frutta rossa e macchia mediterranea che si ritrovano al naso spingono assolutamente in direzione di un bel maialino allo spiedo o di una porchetta ben condita e con cotenna croccante!

Se penso invece ad un vino bianco, mi ritrovo catapultata in un prato con un plaid morbido sotto il corpo, di quelli che però tengono l’umidità! Tante margherite ed accanto a me altri plaid simili, in cui sopra ci sono mille cose da mangiare e tanti bambini che ci gravitano intorno. Un po’ di ombra degli alberi con le loro prime foglie ed un sole che scalda, ma non acceca. Semplicità, ma qualità: panino con prosciutto crudo stagionato, dolce e sapido, tagliato sottile, ma non troppo. Pane multi cereali croccante fuori e con poca mollica dentro. Cosa di meglio? Un Pinot bianco in abbinamento! Fantasmagorico come poche cose nella vita: il sapore di pesca smorza la sapidità del salume, ma entrambi delicati ed eleganti, si combinano perfettamente tra di loro nella freschezza del vino e nella grassezza del prosciutto!
Per concludere un sogno ad occhi aperti! Valle d’Itria in Puglia, banda del paese che suona nel parco, a cui si accede dopo una camminata sotto i tipici festoni bianchi che la sera sono illuminati da mille lucine colorate. Caldo, fame e sete. Terrazza all’aperto che guarda l’orizzonte della campagna sottostante. Carta dei vini chiusa e mi faccio consigliare la cosa più locale in assoluto tra i vini bianchi: Verdeca. Rigorosamente accompagnata da una frittura di pesce. Semplice, diretto e schietto con il suo aroma agrumato, floreale ed un po’ verde. Giusta acidità e buona persistenza aiutano la croccantezza ed untuosità della frittura, in cui sono presenti anche delle verdurine. Indimenticabile.
Questa la nostra top 4 di Primavera. Provala anche tu e raccontacela!