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Refosco dal peduncolo rosso: vino rosso da bere fresco in estate

Refosco dal peduncolo rosso: vino rosso da bere fresco in estate

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Refosco dal peduncolo rosso: vino rosso da bere fresco in estate

Il caldo è finalmente arrivato un po’ in tutta la penisola e, quando i termometri superano una determinata soglia, oltre al cambio armadi, si fa il cambio cantina!

Addio a maglioni pesanti, i piumini finiscono in lavanderia e diamo il benvenuto a t-shirt, vestiti senza maniche e bermuda.

Così è con i nostri calici: ci si può scordare di certe ampiezze, finiscono irrimediabilmente sul fondo della credenza senza accorgercene, sperando che non prendano troppa polvere. Con un po’ di rammarico si guardano poi quelle bottiglie acquistate per gustarle con un brasato con purè e caminetto acceso, sperando che prima o poi arrivi un po’ di pioggia per poter almeno pensare ad aprirle. E chi, come me, non vuole rinunciare a tingersi le labbra di rosso con qualche sorso tannico, è pronto alle goccioline di sudore che fanno capolino sul proprio volto.

Oppure…c’è il Refosco, quello dal peduncolo rosso!

Perché in estate non esistono solo bolle, rosati e bianchi serviti ghiacciati, anche a temperature inferiori rispetto alla norma. La buona notizia è che anche coi rossi possiamo provare un gioco simile!

Con un roastbeef servito freddo, una tartara o carpaccio di manzo o con un vitello tonnato, mica solo bianchi possiamo proporre!

Ed ecco che arriva il nostro Refosco dal peduncolo rosso, tipologia di vino che a me piace definire “rosso estivo” o, più semplicemente, rosso vestito da bianco.

 

Perché si chiama Refosco dal penducolo Rosso?

Il Refosco dal peduncolo rosso prende il nome dall’uva omonima, chiamata così perché nella parte del grappolo che attacca il frutto alla vite, per l’appunto peduncolo, la pianta assume una tipica ed unica colorazione rossastra.

E questa colorazione la ritroviamo assolutamente nel calice nel momento in cui versiamo questo particolarissimo vino: rosso rubino, vivo, pieno e quasi impenetrabile, con dei toni porpora che anche dopo un paio di anni di affinamento si continuano a percepire, nonostante inizino a fare capolino dei riflessi più caldi.

Caratteristiche organolettiche

Al naso ha una spiccata nota fruttata, ma emergono chiaramente note speziate, sia dolci sia piccanti, il che, solitamente, è presagio di una beva altrettanto intrigante.

Ed infatti, quando il Refosco dal peduncolo rosso fa capolino al palato, sprigiona subito quella nota di frutta che abbiamo sentito al naso, con un ventaglio di bacche piccole, dal mirtillo, alla fragolina, alla ciliegia, per poi virare ad una speziatura, che spesso si percepisce come pungenza, a volte sembra di mangiare del pepe, soprattutto quando il vino è giovane, per poi virare a spezie più dolci, come cannella o chiodo di garofano.

Quello che però stupisce del Refosco dal peduncolo rosso è la sua tannicità.

A vista parrebbe un vino pieno, carico, che è vero se visto dalla parte delle note aromatiche, non c’è dubbio, ma quando, poi, finisce in gola, ci accorgiamo di un tannino tranquillo, presente, ma dalla particolare caratteristica che a me piace definire “scivolosa”.

Fa un po’ di grip su denti e palato, ma si integra perfettamente con la saliva che, in combinazione con l’alcolicità spesso sostenuta di questo vino, crea una situazione piacevole e facilmente gestibile dai nostri sensi. Non velluto, come spesso si dice di tannini gentili, non polvere, termine che usiamo per quelli più evoluti.

Il Refosco dal peduncolo rosso ha proprio una sua tipicità nel tannino, che io definirei setosa, come toccassimo nei due versi un nastro di raso.

Refosco dal penducolo Rosso della cantina Mazzolada

Ottimo esempio di questo vino è il Refosco dal peduncolo rosso di Mazzolada, azienda della zona tipica di produzione di quest’uva: Lison, in provincia di Venezia.

La sua interpretazione di questo vitigno è tra le più riconosciute in zona ed è un vino che ha ottenuto diversi premi negli ultimi anni.

La sua veste è tipica del Refosco dal peduncolo rosso, suadente, ondeggiante, che fa intuire una buona alcolicità.

Rosso rubino con riflessi porpora pienamente rientrante nella categoria delle sfumature tipiche del vino.

Frutta come mora, ma anche prugna risvegliano subito il nostro olfatto, per poi lasciare qualche nota all’erba tagliata ed alle presenti spezie: pepe, cannella, chiodi di garofano, un vero e proprio giro di Marco Polo in Oriente.

Al palato è un’esplosione di frutta, riportando alla memoria la mora sentita al naso e conducendo in un valzer i nostri sensi, che si risvegliano con la freschezza, per poi scivolare verso il tannino e volteggiare sulla spezia che chiude il sorso.

Un vino lungo, equilibrato…perché no da servire con qualche grado in meno!

È sì, è proprio lui che salverà l’estate a chi ama vedere i calici riempiti di rosso!

Refosco dal peduncolo rosso vino estivo: perfetto da bere freddo

Consiglio infatti di metterlo in frigo una mezz’oretta prima del servizio, per abbassarlo di qualche grado.

Infatti, se normalmente lo beviamo a 16-18°, in questo caso proporrei il Refosco dal peduncolo rosso Mazzolada a 14-16°.

Vedrete che non resterete delusi, soprattutto se abbinato alle vostre grigliate di piena estate!

Non suderete più 7 camicie e vi gusterete un vino di tutto rispetto, quasi fosse un bianco vestito di rosso!

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