Un sorso di mondo: il vino scoperto in viaggi. Timorasso

Parti per la Svizzera, per lavoro, quello che ti sei scelta e che fa diventare la tua passione qualcosa su cui monetizzare. Un bel evento sul vino, organizzato a Zurigo.
Macchina carica di vini, valigie e lunga strada, molto lunga, col tuo capo, con cui non hai gran confidenza e che devi ancora soppesare.

È la prima volta che vivi questo paese, ci sei sempre stata di passaggio, diretta verso altra meta, hai sempre visto paesaggi montuosi, quelli che ti ricordano tanto Heidi.
Invece questa volta sei nel Cantone Tedesco, dove non capisci una parola di quel che dicono, perché la lingua non l’hai mai studiata né approcciata.
Ma poco ti importa, con l’inglese vai ovunque.
Arrivati, entrate nella hall dello stabile dove quest’evento è stato organizzato, prendete posto ed iniziate a guardarvi intorno.
Tutti italiani, già lo sapevi, ma qualche svizzero? Che lì comunque il vino se lo producono…ma che vino sarà poi?!
Guardi il tuo vicino di sinistra, Emilia Romagna, Lambrusco, lo conosci, ma chissà che non abbiano qualcosa da farti assaggiare di diverso. A destra non noti nulla se non Italia…che peccato! Nulla di nuovo!
Sistemi il tuo banchetto ed inizi ad attendere il passaggio di qualcuno interessato a cui poter spiegare finalmente cosa fate, chi siete, i vini che proponete.
Le prime ore: vuote, interminabili. Non passa nessuno.
Poi, d’un tratto, arrivano tutti in massa. I minuti volano ed in pieno pomeriggio inizi a sentire dei morsi di fame che ti fanno gorgogliare lo stomaco.
In un ritrovato momento di calma, sgranocchi qualche grissino che vi siete portati da casa da offrire ai papabili clienti; ma non è elegante, non puoi finirti il pacchetto!
Quindi inizi ad assaggiare vino…vai dai vicini, Veneti, i cui vini li conosci, nulla di strabiliante.
Coi Lambruschi già rimani più affascinata, ne trovi uno vinificato in rosa che ti solletica assai. E quindi ritorni alla tua postazione per farne una bella analisi.
Passano altri clienti e la fiera si rimpianta.
Al che decidi di avventurati più distante. La sala dove siete è solo di aziende italiane. Ne hai purtroppo la conferma definitiva.

Decidi quindi di andare a provare qualcosa di “didattico”, di cui fino ad oggi hai sentito parlare solo sui libri, ma che ancora non hai avuto modo di testare.
L’idea è di iniziare da fine sala e fare banchetto per banchetto, chiedendo i vini autoctoni. Il caso vuole che il primo sia di un’azienda piemontese. Barolo, Nebbiolo. Che altro? “Avete bianco? Il rosso lo terrei per dopo”.

Certo che hanno un vino bianco, mi dicono il nome del vitigno, non capisco nulla, annuisco facendo finta di conoscere…e guardo il calice.
Che colore strano, intendo, dorato, che non è così comune trovare. Chissà cosa mi hanno dato da bere?! Sarà buono?
Ma non mi faccio influenzare più di tanto, perché il vino è sempre da scoprire ed insegna ad ogni sorso qualcosa di nuovo.
Avvicino delicatamente e con modestia il naso al calice e…gli occhi strabuzzano!!!
Cos’è questo vino? Mineralità, idrocarburo, ma anche fiorellini di campo, un po’ di frutta…idrocarburo di nuovo! Pazzesco! Fresco nei fiori, evoluto nel frutto e nel minerale.
Già mi saliva la bocca per la voglia che ho di assaggiarlo, ma ci rituffò il naso, in quel calice, scoprendo agrumi e pure erbette aromatiche. Fantastico!
Giunge il momento del sorso: il frutto lo si riscopre, ma lascia poi spazio all’incredibile mineralità, che inizialmente sovrasta la parte acida, che però ne chiude il sapore, riportando a galla fiori e frutta.
Indimenticabile! Peccato che non abbia capito di che vino si stia parlando.
Quindi chiedo: “scusi, timoche?!?!”.
Il proprietario della cantina ride: Timorasso!
Mai sentito, mai assaggiato, amato al primo sniff, mai scordato dal primo sorso.

Tipico dei colli tortonesi, ha un suo distretto, chiamato Derthona, con la h.
Lo coltivano non in tanti, è un vitigno autoctono, che spesso ricorda il Riesling.
I vini prodotti con queste uve regalano grandi emozioni e sono longevi, quanto i rossi molto spesso, o forse più!
Peccato che non abbia potuto fare un change di bottiglie quella sera.
Ma appeno l’ho trovato, ne ho preso una cassa da 3:
una bottiglia l’ho regalata, e non è stata aperta con me, che disdetta!
Una bevuta in compagnia, ed è stata amata.
Una in solitudine con la famiglia ed un piatto di tagliolini al tartufo. Da lacrime!
Timorasso ‘Francesca’ Colli Tortonesi DOC 2023 – Vigne Marina Coppi
Il Timorasso “Francesca” è un bianco sorprendente e corposo, dai profumi intensi e minerali, figlio delle colline tortonesi. Una vera chicca da scoprire!
12 disponibili
